L'AMORE VERO PUO' REALIZZARLO
SOLO CHI SI FA "PICCOLO"

In questo sito sono pubblicati i libri della collana
sulla Piccolezza Evangelica curati da Don Liborio Tambè

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Piccolezza Evangelica
I - LA VIA PIU’ BELLA E PIU’ SICURA

LA PICCOLEZZA EVANGELICA

 

 

L’ha dichiarato espressamente Gesù:

          “Lasciate che i piccoli vengano a me, perché

a  chi è come loro appartiene il regno di Dio”.

Chi non è “come loro” (umile, mite, semplice, sereno,

          distaccato, disponibile, fiducioso)

non può fare parte del “regno di Dio”.

 

1°-   Precisiamo: La spiritualità della “piccolezza” non viene dagli uomini: si trova nel Vangelo,

il Vangelo ne  è la fonte più autorevole,

(per questo la chiamiamo “piccolezza evangelica”);

        non è una via  inventata da S.Teresa , anche se da questa “piccola Santa” ha ricevuto un contributo  e un incremento notevoli, soprattutto per il suo esempio.

 

--       La “piccolezza” è stata ideata, praticata e raccomandata dallo stesso Figlio di Dio, G. Cristo.

Dopo averla vissuta in tutta la sua vita,

(si è fatto veramente “il più piccolo”),

egli l’ha proposta a tutti…non come un consiglio o una devozione facoltativa…

ma come una necessità assoluta per tutti, come una condizione  insostituibile per fare parte del suo Regno, pena l’esclusione da esso:

“Se non vi convertirete e non diventerete come

  i bambini, non entrerete nel regno di Dio”.

E’ una delle affermazioni più perentorie del Maestro.

 

“Non si può entrare”, capisci?…

“Se non diventiamo piccoli come i bambini”, non illudiamoci di potere realizzare qualcosa “nel regno di Dio”, (che inizia quaggiù), perché non avremo “la fortuna” neanche di “entrarci”:

Non si può   neppure iniziare  (e tanto meno proseguire)

il cammino della vita cristiana.

La piccolezza evangelica è come la porta d’ingresso  del “Regno”: Se tu non la apri, resti fuori…

non puoi “entrare”  in comunione con Dio e con i fratelli…

Allora, a  che servono tutte le altre cose?…

 

2°-     Peccato davvero!   Siamo immersi in un mare di Grazia e  di Santità:

ma quanta ne entra dentro di noi?…

Quante preghiere facciamo…quanta “Parola di Dio” ascoltiamo…quante Comunioni…quante devozioni…

Eppure  siamo tanto distanti dal Vangelo…

siamo sempre gli stessi (orgogliosi, egoisti, vanitosi,

            arroganti, insofferenti, opportunisti, incoerenti…)

Ditemi, perché non cambiamo mai?

Ecco la risposta, ce la dà Gesù stesso:

Perché non ci accostiamo a queste “fonticon le disposizioni interiori  dei “piccoli”:

          “Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”.          ..

e nulla di esso “entrerà”  in lui:

“Il regno di Dio è amore, gioia, pace…(perché “Dio è amore, gioia, pace”).

          Ma, “se non diventiamo piccoli”, resteremo fuori…senza amore, senza gioia, senza pace.

 

Siamo come una bottiglia chiusa che galleggia sempre nell’oceano, senza che vi entri una sola goccia d’acqua.

Solo “la piccolezza evangelica” ci salva da questo pericolo, perché opera in noi un duplice movimento:

        toglie da questa bottiglia “il tappo” dell’orgoglio,

e la immerge, con abbandono fiducioso,    nell’immensità dell’amore di Dio.

 

          Gesù giunge perfino ad affermare che “chi non si fa piccolo” non può capire nulladelle sue cose”:

“Ti benedico, o Padre, perché hai tenuto nascoste 

  queste cose ai sapienti e agli intelligenti

        e le hai rivelate ai piccoli”.

  “La tua parola illumina, dona saggezza ai

    semplici(cioè ai “piccoli”). (Salmo  118,130).

Solo “i piccoli” sono i veri “sapienti” e i veri “intelligenti”, perché si lasciano “rivestire” della sapienza e  della intelligenza di Dio stesso.

Essi hanno abbandonato la propria volontà al pensiero e alla Volontà del Signore.

Nei “piccoli” tutto è secondo Dio:

Ogni particolare della loro vita combacia coi suoi disegni,

ogni loro movimento è sincronizzato col suo Volere:

          Dio può condurli dove vuole,

          può manovrarli come vuole,

          può servirsene quando vuole…

E’ davvero Dio che opera in essi.

Al contrario, “i sapienti e gli intelligenti del mondo”,

con la loro orgogliosa autosufficienza e presunzione, non costruiscono ma demoliscono le opere di Dio, alterano i suoi progetti…

non si lasciano condurre da Lui, (come “i bambini”), ma tentano di sottomettere tutto e tutti alla propria volontà e  ai propri disegni.

E  Dio  non potrà mai collaborare con loro:

“Distruggerò la sapienza dei sapienti

  e annullerò l’intelligenza degli intelligenti”.

                                                               (Isaia 29,14 + I Cor.1,18)

 

3°-     Se  “la piccolezza”  è  la  condizione necessaria

          per “entrare”, lo è  ancora di più per progredire nel cammino spirituale…

a  tal  punto  da  essere   considerata   da  Gesù    come

la misura (e la meta) dell’autentico progresso:

“Chiunque diventerà piccolo come questo bambino sarà il più grande nel regno dei cieli”.(Mt.18,4).

“Chi è il più piccolo tra tutti voi questi è grande”.(Lc.9,48)       

 

(Tanti cristiani pensano il contrario: che per giungere alla piena maturità di fede, bisogna abbandonare la  “infanzia spirituale” che è necessaria all’inizio).

 

No, fratello: il Signore dice invece che, perché si possa “crescere” nella Fede e nell’Amore, bisogna “crescere” nella  “piccolezza”, fino a diventare “il più piccolo”:

“Come bambini appena nati, bramate il puro  latte spirituale, per crescere  verso la  salvezza

(o santità)(I Pt.2,1).

Per Gesù, addirittura, “il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di Giovanni Battista.”

 

 

4°-     I Santi  di  tutti i tempi   (e  ce ne sono tanti anche

           oggi!) hanno seguito Cristo per questa via della “piccolezza” (anche se le hanno dato nomi e formulazioni diverse)…

perché non ci può essere santità senza “piccolezza”.

I giganti della santità sono tutti eroi e modelli di “piccolezza evangelica”:

si direbbe che hanno fatto a gara per “diventare

“i più piccoli”, come Lui.


 
  II. AMORE e “PICCOLEZZA” >>
 
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